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Fasi impianto dentale: quali sono?

Tabella dei Contenuti

Introduzione

Molti nostri pazienti, prossimi ad affrontare un intervento di implantologia, ci chiedono quali sono le fasi che consentono la realizzazione e il successivo inserimento di un impianto dentale.

Se anche tu te lo stai chiedendo ti trovi nella sezione giusta, oggi approfondiremo proprio questo argomento, per nulla banale!

Come noto, la perdita di uno o più elementi dentali può influire notevolmente sulla qualità della vita, sia dal punto di vista funzionale, oltre che fonetico ed estetico

Per ovviare a queste problematiche, e ripristinare in toto il cavo orale, la soluzione ideale sta nell’installazione di un manufatto protesico idoneo.

Rispetto a 30-40 anni fa l’implantologia dentale si è evoluta notevolmente, arrivando a consentire l’installazione di soluzioni protesiche perfettamente funzionanti in sole 24-48 ore.

Ma quali sono le fasi che portano alla realizzazione di un impianto dentale? 

Conoscere ogni passaggio di questa procedura può aiutarti ad affrontarla con maggiore serenità e consapevolezza.

Dalla valutazione iniziale della salute orale del paziente alla pianificazione del trattamento, fino all’inserimento della vite in titanio nell’osso e alla successiva fase di osteointegrazione, ogni step è fondamentale per garantire il pieno successo dell’intervento. 

Andiamo, quindi, ad approfondire meglio le varie fasi, partendo dalla visita diagnostica iniziale.

Fasi impianto dentale: partiamo dalla visita diagnostica iniziale

La prima fase del processo di realizzazione di un impianto dentale, è rappresentata dalla visita diagnostica iniziale, fondamentale per valutare la salute orale del paziente e pianificare al meglio l’intervento. 

Durante questa visita, il dentista effettua un’anamnesi dettagliata, con la quale si analizza la storia medica e odontoiatrica del paziente. 

Questa fase include la raccolta di informazioni su eventuali malattie croniche, allergie, farmaci in uso e problemi dentali precedenti, come carie, infezioni gengivali o traumi, oltre a un attento esame visivo che può consentire di verificare l’effettiva condizione del cavo orale.

In alcuni casi, il dentista potrebbe richiedere esami del sangue per valutare ulteriori aspetti della salute del paziente, come il controllo di patologie sistemiche che potrebbero influenzare la guarigione, come il diabete, malattie autoimmuni o osteoporosi con terapie di bifosfonati.

Questi esami sono fondamentali per assicurare che l’intervento possa essere eseguito in condizioni di massima sicurezza e per prevenire complicazioni post-operatorie.

Esami radiografici preliminari

valutazione preliminare dentista per capire quanti impianti dentali si possono fare in una seduta

Una prima verifica visiva da parte del dentista è senza dubbio utile, ma spesso è necessario effettuare una valutazione più approfondita.

Ecco perché si realizzano esami radiografici preliminari, che forniscono una visione dettagliata delle strutture orali e permettono al dentista di valutare la condizione dell’osso e dei denti. 

L’ortopantomografia, o radiografia panoramica, è spesso il primo esame effettuato in questi casi. Questo tipo di radiografia offre una visione bidimensionale delle arcate dentali e delle ossa mascellari, consentendo di identificare eventuali anomalie o patologie.

In molti casi, per una valutazione più approfondita, si utilizza anche una TAC 3D (conosciuta anche con il nome di Tomografia Computerizzata Cone Beam). 

Questa tecnologia avanzata crea immagini tridimensionali della bocca, fornendo dettagli precisi sulla quantità e qualità dell’osso disponibile per l’impianto. 

La TAC 3D è particolarmente utile nell’individuare strutture anatomiche critiche, come i nervi e i seni mascellari, che devono essere evitati durante l’inserimento dell’impianto.

Esami radiografici di questo tipo, consentono di:

  • creare un modello virtuale della bocca del paziente, simulando l’intervento e ottimizzando i risultati;
  • pianificare con precisione la posizione, l’angolazione e la profondità dell’impianto. 

Pianificazione del trattamento

Dopo aver completato la valutazione iniziale e gli esami radiografici, il dentista procede con una pianificazione dettagliata dell’intervento. 

Questo processo inizia con la revisione approfondita delle immagini radiografiche ottenute.

Utilizzando queste informazioni, il dentista crea un piano di trattamento personalizzato, definendo il tipo, la dimensione e la posizione esatta degli impianti da inserire. 

La scelta del tipo di impianto è influenzata da vari fattori, tra cui la quantità e la qualità dell’osso disponibile, la posizione dei nervi e dei seni mascellari e le esigenze estetiche e funzionali del paziente.

Come abbiamo visto in precedenza, in alcuni casi complessi, il dentista può avvalersi di software di simulazione implantare per pianificare l’intervento con maggiore precisione. 

Questi strumenti permettono di creare modelli virtuali della bocca del paziente, simulando l’inserimento degli impianti e valutando in anticipo eventuali difficoltà. Tale simulazione consente di prevedere e risolvere potenziali problemi, ottimizzando i risultati e riducendo i rischi durante l’intervento chirurgico.

La pianificazione include anche la valutazione della necessità di eventuali trattamenti preliminari, come la rigenerazione ossea o la cura di malattie gengivali, passaggi fondamentali per garantire che l’osso sia sufficientemente robusto per sostenere gli impianti e che la salute orale complessiva del paziente sia ottimale.

Infine, il dentista discute arriva a presentare il piano di trattamento al paziente, spiegando ogni fase dell’intervento, i tempi di recupero e le cure post-operatorie necessarie.

Preparazione all’intervento di implantologia dentale

Veniamo adesso al giorno dell’intervento.

Prima di iniziare la procedura chirurgica, il dentista applica un’anestesia locale (presso il nostro studio dentistico di Roma utilizziamo la sedazione endovenosa, che prevede l’iniezione del farmaco direttamente nella vena).

Tale sedazione induce uno stato di rilassamento profondo, mantenendo il paziente vigile e in grado di rispondere ai comandi del dentista. 

La sedazione endovenosa è particolarmente utile nei pazienti che vivono il momento dell’intervento con particolare ansia. 

Questo approccio non solo migliora l’esperienza del paziente, ma permette anche al dentista di operare con maggiore precisione e tranquillità, riducendo i tempi operativi e migliorando i risultati complessivi dell’intervento di implantologia dentale.

Modalità di intervento chirurgico

Dopo aver completato questi passaggi preliminari, il dentista inizia l’intervento, effettuando una piccola incisione nella gengiva per esporre l’osso sottostante

Questo passaggio, noto come “creazione del lembo“, è essenziale per accedere al sito in cui verrà posizionato l’impianto.

Una volta esposta l’area, il dentista utilizza un trapano a bassa velocità, raffreddato con una soluzione fisiologica, per creare un foro nell’osso

La perforazione è eseguita con estrema precisione per garantire che l’impianto venga inserito nel punto e con l’angolazione corretti. 

Una preparazione accurata del sito, garantirà la futura stabilità e l’integrazione dell’impianto con l’osso, non a caso riteniamo che sia la fase più delicata ed importante dell’intero intervento.

Dopo aver preparato il foro, viene avvitato un impianto in titanio, noto per la sua biocompatibilità e capacità di integrarsi con l’osso. 

Questo impianto funge da radice artificiale per il dente sostitutivo. Una volta posizionato l’impianto, il dentista inserisce un tappo di guarigione sulla parte superiore per proteggere l’area durante il periodo di osteointegrazione.

La gengiva viene poi suturata intorno al tappo di guarigione. I punti di sutura aiutano a mantenere l’area pulita e facilitano la guarigione dei tessuti. 

Ricordiamo che l’intervento chirurgico è generalmente rapido e viene eseguito in un ambiente sterile per prevenire infezioni.

Fase di cicatrizzazione post-intervento

La guarigione di un impianto dentale si divide principalmente in due fasi.

La prima fase riguarda la cicatrizzazione delle gengive attorno all’impianto, un processo che dura generalmente tra i 7 e i 10 giorni.

Durante questo periodo, il paziente potrebbe sperimentare un leggero gonfiore e un lieve sanguinamento nella zona trattata, sintomi che solitamente si risolvono in pochi giorni.

Parallelamente, è essenziale che si realizzi correttamente l’osteointegrazione, il processo biologico in cui l’osso della mandibola o della mascella si unisce all’impianto in titanio, rendendo stabile la nuova radice artificiale.

Questa fase può durare dai 3 ai 6 mesi, variando in base alle caratteristiche specifiche del paziente e alla qualità dell’osso.

Consigli post-operatori utili

Durante questo periodo, è fondamentale che il paziente segua attentamente le istruzioni post-operatorie fornite dal dentista. 

Queste istruzioni includono indicazioni su come mantenere una buona igiene orale, evitando di esercitare pressione sull’area operata. 

Nei primi giorni post intervento, è molto importante seguire una dieta con cibi morbidi, per evitare di disturbare l’impianto appena inserito. 

L’uso di collutori antibatterici può aiutare a mantenere l’area pulita e ridurre il rischio di infezioni.

Il paziente deve anche evitare abitudini nocive come il fumo, poiché la nicotina può compromettere la guarigione riducendo il flusso sanguigno alle gengive e all’osso. 

Inoltre, è importante monitorare l’area per eventuali segni di complicazioni, come gonfiore eccessivo, dolore persistente o segni di infezione. In caso di problemi, è essenziale contattare immediatamente il dentista.

Durante le visite di controllo programmate, il dentista verificherà il progresso della guarigione e l’integrazione dell’impianto con l’osso. 

Solo una volta completata con successo l’osteointegrazione, si potrà procedere con la fase successiva, ovvero l’applicazione della corona protesica.

Applicazione corona protesica finale

corona dentale applicazione post implantologia dentale

La fase che idealmente conclude il processo di inserimento dell’impianto dentale è l’applicazione della corona o del ponte protesico. 

Tuttavia, il momento in cui avviene questa applicazione può variare a seconda dell’approccio scelto: carico immediato o carico differito.

Carico immediato

La  tecnica del carico immediato prevede l’applicazione della protesi definitiva subito dopo l’inserimento della vite endossea in titanio, o entro pochi giorni dall’intervento chirurgico. 

Il principale vantaggio del carico immediato è che il paziente può ottenere una soluzione estetica e funzionale fin da subito, senza dover attendere il completamento del processo di osteointegrazione. 

Tuttavia, questa opzione viene considerata solo dopo un’attenta valutazione clinica, per assicurarsi che l’osso sia in condizioni ottimali, tali supportare immediatamente la protesi.

Carico differito 

In questo caso, la protesi definitiva viene applicata solo dopo che il processo di osteointegrazione è stato completato, ossia quando l’impianto in titanio si è integrato saldamente con l’osso della mascella o della mandibola. 

Questo periodo di attesa, che può durare da tre a sei mesi, permette all’impianto di stabilizzarsi correttamente, garantendo una maggiore durata e stabilità nel tempo. 

Durante questa fase, il paziente può utilizzare una protesi temporanea per mantenere un’estetica e una funzionalità adeguate.

La scelta tra carico immediato e carico differito dipende da diversi fattori, tra cui la qualità e la quantità dell’osso, la stabilità dell’impianto e le condizioni generali di salute del paziente, e starà al dentista optare per la soluzione che meglio si confà al caso specifico. 

Controlli post-operatori

igiene professionale dal dentista

Dopo l’intervento, il dentista programma una serie di visite di follow-up per monitorare la guarigione e assicurarsi che l’impianto si stia integrando correttamente con l’osso. 

La prima visita di controllo avviene solitamente una o due settimane dopo l’operazione, durante la quale il dentista verifica lo stato delle gengive, rimuove eventuali punti di sutura e controlla che non ci siano segni di infezione o complicazioni.

Durante questi controlli, il dentista può eseguire radiografie per valutare l’osteointegrazione e verificare che l’impianto sia stabile. 

È anche il momento in cui il paziente può discutere eventuali sintomi o preoccupazioni, come dolore persistente o gonfiore.

Successivamente, le visite di controllo diventeranno meno frequenti, ma rimarranno importanti per la manutenzione a lungo termine dell’impianto. 

Di solito, si raccomanda una visita di controllo ogni sei mesi per monitorare la salute dell’impianto e dei tessuti circostanti. 

Durante queste visite, il dentista eseguirà una pulizia professionale per rimuovere placca e tartaro, riducendo il rischio di infezioni (che possono colpire i tessuti nelle prossimità dell’impianto dentale) che possono portare a casi di perimplantite.

Conclusioni

Grazie a questo approfondimento, avete avuto l’occasione di avere un’infarinatura generale su quelle che sono le fasi che contraddistinguono l’inserimento di un impianto dentale.

Sicuramente questo tipo di intervento non è da definirsi una passeggiata, ma con il corretto supporto da parte di uno staff esperto in implantologia dentale, avrete la garanzia di essere in ottime mani! 

Come hai avuto modo di capire, se desideri risolvere definitivamente i problemi legati alla perdita dei denti e ottenere un sorriso perfetto, gli impianti dentali rappresentano la soluzione ideale. 

Allo Studio Dentistico Falchetti, situato nel cuore di Roma San Giovanni, siamo specializzati in trattamenti di implantologia personalizzati, che rispondono alle specifiche esigenze di ogni paziente.

Il nostro studio si distingue per l’uso delle tecnologie più avanzate e l’attenzione alla personalizzazione dei piani di trattamento. 

Ogni intervento è studiato nei minimi dettagli per garantire risultati ottimali e duraturi. 

La nostra equipe di esperti, guidata dalla Dr.ssa Paola Falchetti, è costantemente aggiornata sulle ultime innovazioni nel campo dell’implantologia, assicurando così che ogni paziente riceva il miglior trattamento possibile.

Se vuoi scoprire di più sui nostri interventi di implantoprotesi e su come possiamo aiutarti a ritrovare il sorriso, non esitare a contattarci.

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Dr.ssa Paola Falchetti